Il Carnevale di Putignano…

A Carnevale ogni scherzo vale!!!

… e scherzando . . . scherzando, sono passati 626 anni da quella prima sfilata. 

Il 26 dicembre 1394 le reliquie di Santo Stefano, per essere protette, accompagnate da un corteo sacro, vengono traslate nella chiesa di Santa Maria la Greca, lì, dove tutt’oggi sono ancora custodite.

 È in questo momento che la storia si intreccia alla leggenda, il sacro al profano: il racconto vuole che i contadini di Putignano impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione abbandonassero campi e lavoro per accodarsi festanti al corteo, ballando, cantando e improvvisando versi satirici in vernacolo.

 

Nasce così la Festa delle Propaggini, quella che ogni 26 dicembre segna l’inizio del Carnevale più lungo di Italia nonché più antico di Europa: il Carnevale di Putignano.

Maschera ufficiale del Carnavale è . . . . 

Di Arlecchino ricordo i colori, di Brighella quel fare da furbetto, di Pulcinella la voglia di bighellonare: mi presento, il mio nome è Farinella.

E’ una festa di popolo e tutti fanno a gara per andare a godersi lo spettacolo.

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La partecipazione coinvolge tutti.  Residenti compresi. 

Sono giorni di ottimi affari. Il servizio d’ordine è impeccabile… Ma se c’è bisogno . . .

 

Il tema dei carri è la Terra e l’ambiente, un grido di aiuto per non far morire il pianeta.  Ma la gioia di vivere supera tutte le angosce e le preoccupazioni . . .

Gaudeamus Igitur “ … “Il Carnevale è la rappresentazione di un mondo pazzo, senza regole, dove le certezze della vita, lasciano il posto alla confusione.

Il Carnevale è una festa concessa soprattutto ai bambini, i quali possono accedere, senza timore, all’irrazionalità, allo stravolgimento di regole e confini ed entrare in contatto inconsapevolmente con propri desideri e paure mediante uno, più, mille travestimenti.

Il Carnevale è un tempo di confine: è possibile accedere alla serenità della primavera, solo passando attraverso giorni freddi d’inverno e confusione.

La sua ritualità ci mostra come nella vita si alternino sempre fasi di disequilibrio ed equilibro, di quiete e tempesta, di divertimento e sacrificio, di rigidità e trasgressività.


E’ per noi un messaggio di speranza che suona come “tutto si risolverà”: ci saranno sempre nuovi inverni, nuovi periodi di caos e, sicuramente, nuove primavere.

E’ stata una bellissima giornata ed un’occasione unica per fare anche belle foto.  E’ ora di riporre le maschere e tornare a casa; felici, stanchi e con la voglia di ritornare ancora una volta.

Grazie PUTIGNANO

Foto sopra, cartolina e articolo a cura di Ninni Ietto

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